giovedì 15 dicembre 2016

Quando il Natale sapeva di agrumi - Shortbread al mandarino


Nei primi anni '50 in una Follonica che allora era ancora poco più di un paesone di campagna, il natale era periodo di festa non solo per i bimbi ma anche per gli adulti; era durante le feste che, infatti, si potevano assaggiare prodotti che nel resto dell'anno non si trovavano in commercio e, se anche ci fossero stati, non ci sarebbero stati i soldi necessari per poterli acquistare.

Mio babbo spesso si perde in racconti della sua famiglia, delle sue radici e tradizioni e spesso mi racconta che quando lui era piccino, in Maremma, di fame e povertà ce n'era tanta e alcune cose se le potevano permettere solo in alcuni periodi dell'anno.
Nella memoria di mio babbo il natale é legato a doppio filo ad un profumo e solo quel profumo gli fa dire: "ora é davvero natale"; il profumo dei mandarini.

La famiglia di mio nonno non era certo benestante ma all'epoca, anche se i soldi non c'erano, c'era comunque un orgoglio ed un senso di dignità nelle persone, che oggi raramente si ritrova.

Come tante, la famiglia di mio babbo era una famiglia allargata; lui, mio nonno Walter ferroviere e mia nonna Lidia casalinga vivevano insieme alla mia bisnonna paterna Angiolina e al suo compagno Niccola (avete capito bene...compagno...la mia bisnonna é stata una delle prime donne in Italia che ebbe l'ardire di "riaccompagnarsi", una volta rimasta vedova...La mia bisnonna era avanti, non c'é che dire!) e la mattina di natale, sotto l'albero, mio babbo trovava un frutto per l'epoca quasi esotico...i mandarini.

Nonno ogni anno ne comprava un sacchetto piccolo che veniva centellinato con parsimonia per farlo durare il più possibile e babbo si ricorda ancora la gioia che provava nello sbucciare questi frutti così piccini ma così profumati, così intensamente aromatici che la casa si riempiva rapidamente della loro fragranza e quello era IL NATALE, l'unico e solo.

Oggi viviamo in un'epoca in cui molti prodotti sono diventati di uso comune, ma anche per me il natale é profumo di mandarini ed é per questo che, quando ho sfornato questi biscotti, l'unica cosa che mi é venuta dritta dal cuore é stata: "ADESSO SI CHE E' NATALE!!!"

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Ingredienti:  

  180g di farina 00
  120g di burro
  2 cucchiai di buccia di mandarino tritata
  4 cucchiai di zucchero a velo 

Preparazione:

Per prima cosa sbucciate un mandarino e con uno spelucchino, o anche un semplice coltello da cucina a lama liscia, raschiate via la parte bianca interna che potrebbe risultare amara, in modo che rimanga solo la parte esterna ricca di olii essenziali profumati; poi munitevi di coltello molto affilato e tritate finemente la buccia del mandarino.
E adesso impastiamo!
Su di una spianatoia unite la farina, lo zucchero a velo, la buccia di mandarino tritata e formate una fontanella (una specie di "vulcano" con un buco al centro, si usa per contenere meglio gli ingredienti umidi), tagliate a tocchettini il burro nel foro centrale della fontanella e iniziate ad impastare energicamente.
Quando avrete ottenuto una massa omogenea formate una mattonella e riponetela a riposare in frigo per 15-30 minuti.
Trascorso il tempo di riposo in frigo, adagiate la pasta su una spianatoia e stendetela dello spessore di 1 cm; tagliate la pasta ricavando dei mattoncini rettangolari, bucherellate la superficie per garantire la giusta aerazione e infornate in forno statico, a 180° per 15 minuti.



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Consigli Utili:

  • Gli shortbread devono rimanere chiari quindi controllate bene la cottura; non preoccupatevi se appena sfornati saranno ancora morbidini, acquisteranno la loro tipica friabilità una volta freddi.
  • Il burro deve essere freddo di frigo
  • Impastate velocemente ed energicamente gli ingredienti, senza manipolarli troppo; le frolle in genere si sciupano e rischiano di spaccarsi durante la cottura se lavorandole si scaldano troppo.
  • Se all'uscita dal frigo la mattonella non si é solidificata rimettetela in frigo per un'altra mezzora.
  • Il tempo di cottura standard é di 15 minuti ma ogni forno é un mondo a sé per cui, se lo ritenete opportuno, potete tenere i biscotti dentro per 3-4 minuti in più ma controllateli bene, non devono scurirsi!
  • La buccia del mandarino va tritata al coltello perchè si deve sentire sotto ai denti quando mangiate i biscotti; inoltre, se usate un tritatutto elettrico rischiate di surriscaldare troppo la buccia e di perdere gli olii essenziali così preziosi. 
   
   

venerdì 2 dicembre 2016

Vellutata di zucca con fagioli borlotti, funghi e grano saraceno - Ovvero come nutrire anima e pancia!


Tra poco meno di un mese sarà inverno e, finalmente (forse) questo autunno caldo, piovoso e ballerino ha lasciato il posto al freddo pungente e asciutto che fa tanto natale.
Purtroppo con l'autunno se ne vanno anche le zucche; questi ortaggi così preziosi e meravigliosi, dalle forme morbide e generose e dal colore caldo e confortante come una coperta di Linus.
In casa BruciaPadelle ci stiamo preparando a salutare il giallo arancio autunnale delle foglie cadute dagli alberi e delle zucche e ad accogliere il bianco e rosso dell'inverno natalizio che ormai é alle porte..e qual'é il modo migliore di accompagnare dolcemente questo cambio di testimone?
Ovvio. Con una vellutata.
Ecco quindi una splendida vellulata morbida, ricca, cremosa, densa, di zucca con fagioli borlotti, funghi e grano saraceno; un piatto unico che unisce tutti i nutrienti fondamentali e soprattutto buona buona!
Per nutrire anima e pancia. 

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Ingredienti: 

  1 cipolla di tropea media
  1 spicchio d'aglio
  700-800 g di zucca con tutta la buccia
  10 funghi champignon marroni grandi (20 circa se sono piccolini)
  150 g di grano saraceno da cuocere  
  1 scatola di fagioli borlotti 
  olio extra vergine d'oliva q.b.
  sale q.b.
  pepe nero 1 macinata abbondante
  2 cucchiaini di curcuma

Preparazione: 

Innanzi tutto é necessario dedicarsi al grano saraceno; mettetelo a bollire in un pentolino con due parti d'acqua già salata e una di grano, copritelo col coperchio e fatelo cuocere a fuoco basso per 20 minuti.
Pulite i funghi e tagliateli a fettine non troppo sottili, avendo cura di lasciare qualche pezzetto un pò più grosso, e metteteli a cuocere in una padella in cui avrete fatto scaldare poco olio extra vergine d'oliva e uno spicchio d'aglio sminuzzato.
Salate i funghi e lasciateli andare finchè non avranno assorbito tutta l'acqua di vegetazione e saranno bellini rosolati.
A questo punto il grano sarà pronto; spegnete il fuoco e sgranatelo bene con una forchetta, dopodichè mettete a scaldare una padella antiaderente a fuoco bello vivo e ungetela con poco olio.
Quando la padella sarà bella calda potete metterci il grano saraceno ed iniziate a farlo abbrustolire, girandolo di tanto in tanto e continuando a sgranarlo con una forchetta; sarà pronto quando i chicchi si saranno scuriti un pochino e risulteranno belli croccantini in bocca.
Una volta pronti i funghi e il grano metteteli da parte e dedicatevi alla zucca.
Pulitela bene togliendo i filamenti interni, i semi e la buccia, poi tagliatela a cubetti piccoli.
Procuratevi un tegame capiente, meglio se di coccio o di ghisa, iniziate a tagliare la cipolla a rondelle sottili, fate riscaldare poco olio extra vergine d'oliva e mettetela nel tegame a cuocere a fuoco medio.
Salate leggermente la cipolla in modo che ceda tutti i suoi succhi e cuocetela dolcemente finchè non diventa morbida e trasparente, ora potete aggiungere i cubetti di zucca, salarli e farli stufare leggermente.
Nel frattempo mettete a scaldare un pentolino con dell'acqua, vi servirà per cuocere la vellutata.
Passati circa 10 minuti aggiungete un pochina d'acqua bollente e fate finire di cuocere la zucca e, quando sarà morbida da schiacciarsi con una forchetta, aggiungete i fagioli borlotti, ben scolati dal loro liquido; fate insaporire il tutto qualche minuto, aggiungendo altra acqua se necessario, e frullate zucca e fagioli con un frullatore ad immersione, direttamente nella pentola di cottura.
La vellutata é pronta; aggiungere i due cucchiaini di curcuma e una grattata generosa di pepe nero, aggiustate di sale e, se la consistenza fosse troppo densa, aggiungete altra acqua senza esagerare.
A questo punto potete servirla in tavola.
Distribuite sulla superficie della vellutata i funghi e il grano saraceno e, se vi piace, lasciatela nel coccio di cottura, fa così autunno.. 




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Consigli Utili:

  • La struttura della ricetta sembra un pochino complicata perchè é formata da varie parti (preparazione dei funghi, cottura del grano, cottura della zucca), ma é solo un problema organizzativo. Seguite passo passo la ricetta e non vi perderete, prometto!
  • Non spaventatevi se a fine cottura il grano saraceno avrà la consistenza del cemento..tutti i cereali, una volta cotti, finiscono per spappolarsi chi più chi meno, ma la passata in padella antiaderente a fuoco vivo vi restituirà dei chicchi belli compatti e croccantissimi, decisamente gustosi e che aggiungeranno quel tocco in più di contrasto e quella consistenza soprendente alla vellutata che, di per sè per definizione, é invece liscia, morbida e avvolgente.
  • i funghi rosolateli bene ma non cuoceteli eccessivamente, nell'equilibrio della vellutata si deve sentire chiara la sensazione di "carnosità" del fungo.